Le opre esteriori di D.Carlo non sono tante né vistose:
la sua prima chiesa e casa parrocchiale, costruita anche con
le pietre del campanile del Duomo di Fano, abbattuto dai tedeschi
nella guerra, deve essere ancora completata, la sua eredità non è stata
sufficiente neppure per i suoi funerali ma la sua eredità spirituale è grande.
Quante anime ha avvicinato a Dio Don Carlo, quante confessioni,
quanti
cuori infranti ha rasserenato, quanto bene ha voluto a tutti!
Pur nei limiti umani vi assicuro che a Tavernelle e nei dintorni
non c’è nessuno che non ricordi un gesto d’amore,
un sorriso, un aiuto concreto avuto da Don Carlo.
Negli ultimi tempi di malattia, quando per un breve periodo,
dopo il coma, ha riavuto la lucidità gli ho chiesto
che cosa avrei dovuto dire a quelli di Tavernelle tornado a
casa, mi rispose con
occhi umidi e con un filo di voce: “ Digli che gli ho
voluto bene”. |
|